Cecilia Ceccherini
In partnership with the Art for the Environment Programme (AER), University of the Arts, London

Nella foto: pratica in studio, tintura con rubia tinctorium.

Arts for the Environment: programme website

In collaborazione con il programma Art for the Environment (AER) dell’Università di Londra, la neolaureata Cecilia Ceccherini si unisce a noi a Spoleto per sviluppare la sua pratica, la quale interseca design e arte concettuale. Due quesiti focalizzano la sua attuale ricerca: “Come possiamo progettare futuri più sostenibili? Come possiamo cambiare le nostre relazioni con i materiali, le risorse e le modalità di produzione? ” Più recentemente ha lavorato con i tessuti, che lei considera scultura, superficie pittorica e oggetto di uso quotidiano.

Dice: “Attraverso rappresentazioni simboliche, miro a innalzare la coscienza rivelando le relazioni che intratteniamo con gli altri esseri viventi. Immagini e colori, sulla superficie di oggetti quotidiani, portano valori e concetti che possono innescare processi di cambiamento sociale e politico. I miei lavori sono solitamente performativi e il pubblico attiva e completa l’opera. In questo senso, l’installazione diventa uno spazio di relazione. “

Cecilia ha frequentato un Master in Decorazione (Arte & Artigianato) presso l’Accademia di Belle Arti di Torino (IT) e successivamente un Master in Design tessile presso il Chelsea College of Arts, Londra (Regno Unito). Tra le mostre recenti: SOS, Cotton Candy, a cura di Clara Madaro e Katiuscia Pompili, Torino (IT); Proyector Video-Art Festival, diretto da Mario Gutiérrez Cru, Madrid (SP); Robots, now, please! #2 Emergency Landing Instructions, a cura di postworkhabitat e Communion, Macao, Milano (IT).

Il programma AER è stato istituito per esplorare le istanze che definiscono il ventunesimo secolo -biodiversità, sostenibilità ambientale, economia sociale, diritti umani – e attraverso la pratica artistica, per immaginare un mondo di domani. È stata fondata dall’artista di fama internazionale Lucy Orta (UAL Chair of Art for the Environment – Center for Sustainable Fashion) nel 2015. Attraverso la ricerca personale e la produzione in studio la residenza offre una piattaforma per individui creativi che lavorano in varie discipline, atta ad immaginare e creare lavori che possano avere un impatto su come interagiamo con l’ambiente e l’un l’altro.