The Neon Hieroglyph
Tai Shani

Festival dei Due Mondi, Spoleto
25 giugno – 12 luglio, 2021

…il sole è il fantasma che infesta la notte…

Prodotto da Fondazione Carla Fendi e Mahler & LeWitt Studios

La Fontana di Piazza del Mercato e Palazzo Collicola – Galleria d’Arte Moderna G. Carandente

Per la 64a edizione del Festival dei Due Mondi, l’artista britannica Tai Shani, vincitrice del Turner Prize, presenta un’installazione scultorea site-specific ispirata alla sua ricerca intorno a psichedelia, femminismo e mito.

L’installazione The Neon Hieroglyph è posta sulla Fontana di Piazza Mercato nel cuore del centro storico spoletino, ad un’estremità di quello che un tempo era il Foro Romano. La fontana è stata già utilizzata da altri artisti contemporanei, tra cui Christo e Jean-Claude che l’impacchettarono in tessuto e corda per l’edizione 1968 del Festival dei Due Mondi. L’artista spoletino, Leoncillo Leonardi, sognò un’installazione per le due nicchie laterali della fontana, anche se purtroppo non fu mai realizzata.

L’installazione di Shani – il ritratto di un fantasma enigmatico, adornato di lacrime e portafortuna – fa parte del suo progetto in corso The Neon Hieroglyph, una serie di considerazioni poetiche sulla storia dell’ergot, il fungo da cui deriva l’LSD. Nelle parole dell’artista, The Neon Hieroglyph pone in opera “la costruzione di una casa in cui non vivremo mai, una casa per i nostri fantasmi, dove il gotico e l’allucinatorio collidono, dove affetti gotici e terrore frattale formano un mausoleo per spettri psichedelici. Anche il sole! Il sole è un fantasma che infesta la notte!”

Prima della molitura industriale, l’ergot sporadicamente infestava le mèssi in tutta Europa, provocando allucinazioni di massa. I raccolti dell’isola italiana di Alicudi ne furono spesso colpiti, ed essendo esso un catalizzatore psichedelico, ciò provocò il nascere di storie di fantasmi e streghe.

In The Neon Hieroglyph, le storie dell’ergot, e dei fantasmi che esso ha ispirato, creano apparizioni di ansie apocalittiche e di aspirazioni utopiche: il dolore e la discordia circolano attraverso la stessa rete interconnessa dell’estasi e dell’empatia. La vita interiore del corpo femminilizzato oscilla tra l’estasi tecnologica delle interconnessioni e la disintegrazione frattale: si intravedono nuove realtà che presto scompaiono.

The Neon Hieroglyph per il Festival dei Due Mondi è co-prodotto dalla Fondazione Carla Fendi e da Mahler & LeWitt Studios. Attualmente The Neon Hieroglyph esiste come opera d’arte online, presentata in anteprima alla Virtual Factory (Manchester International Festival) – un mondo di storie CGI sviluppato in nove episodi riguardanti la poesia sperimentale – e una collaborazione cinematografica e sonora con il programma “Back to the Earth” delle Serpentine Gallery. Neon Hieroglyph sarà anche presentato in forma di grande installazione per il British Art Show (Hayward Gallery, Regno Unito, oltre a varie altre tappe).

L’episodio 7 della Virtual Factory The Neon Hieroglyph sarà proiettato durante tutto il festival presso Palazzo Collicola – Galleria d’Arte Moderna G. Carandente di Spoleto.

Curatori: Guy Robertson, Tommaso Faraci, Mahler & LeWitt Studios
Direttore di Produzione, Spoleto: Giuliano Macchia
Assistente di produzione: Mika Lapid

Biografia dell’artista
Tai Shani crea installazioni immersive su larga scala che vengono sviluppate su più piattaforme per un lungo periodo. Il suo focus attuale è Neon Hieroglyph (2020-in corso). Il lavoro di Shani combina testi sperimentali, performance, film, fotografia e scultura. Prende ispirazione da storie disparate estratte da fonti dimenticate e le trasforma in monologhi ricchi e complessi che esplorano la soggettività femminile. Il suo progetto DC Productions (2014-2019), con il quale si è aggiudicata il primo premio al Turner Prize, proponeva una città allegorica delle donne; un adattamento sperimentale e ampliato del libro femminista pionieristico di Christine de Pizan del 1405, “Il libro della Città delle Signore”, all’interno del quale Christine costruisce e narra una città per donne illustri. La Shani vive e lavora a Londra. Ha esposto diffusamente nel Regno Unito e a livello internazionale, in numerose istituzioni tra cui: Tate Britain, Londra; Turner Contemporary, Margate; Hayward Gallery, Londra; Nottingham Contemporary, Nottingham; Glasgow International, Glasgow; De La Warr Pavillion, Bexhill-on-Sea; Arnolfini, Bristol; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; The Tetley, Leeds. È stata una co-vincitrice del Turner Prize 2019 ed è stata selezionata per l’ottava edizione del Max Mara Art Prize for Woman. È co-fondatrice e co-curatrice del canale di film digitali d’artista Transmissions.